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Sogno numero 3
La vostra sicurezza uccide i nostri sogni
i vostri manganelli spezzano la nostra schiena.
come a Bolzaneto ci farete cantare
Se tu dall’altipiano guardi il mare
e allora e solo allora
per un istante
avrete l’illusione di vincere
e vincere ancora. -
Ancora nudi
È novembre, e fa freddo senza le tue mani,
vedrai che ci saranno sempre gatti randagi
a pisciare sul nostro domani,
eravamo ancora nudi
quando ho incominciato a baciare i tuoi seni.
Tanto prima o poi moriremo
l’ho scritto coi denti sulla tua schiena. -
Sui tuoi dieci corpi
Le amare ombre del mattino
che risvegliano nei sui tuoi dieci corpi.come quando per abbracciare rarefatta malinconia
avviciniamo labbra di cristallo
alla solitudine delle mani:che sono autostrade.
e in questi autogrill è impossibile l’attesa.
Le nostre palpebre chiuse a chiave sul domani.
Il colore del sempre, e delle mie vene
il colore del sempre è nelle mie vene.Portami in guerra sul cavallo bianco delle buone intenzioni.
Resterò nudo davanti alle parole che non riesci a dire.
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Come i deserti
Sui nostri corpi senza fissa dimora
sulle madri che aspettano i figli
come si aspetta l’America.Come gli avanzi dei tuoi occhi nei silenzi dei granai
qualcuno ci ha visto aspettare il mattino
contare le gocce sulla superficie del mareMi hai detto sottovoce Non siamo mica a Berlino.
Risparmiami attese e lavatrici
che tanto il freddo che portiamo dentro non asciugherà mai.
correre scalzi lungo i binari del nostro ieri
in attesa di un treno che ci travolga
mentre fuori è quasi domani è quasi mattina.
siamo rimasti come i deserti
a contare i punti neri dei nostri difetti di fabbricazione.
Siamo rimasti come i deserti. -
Senza titolo
Ho spogliato un sogno sognato
poi dimenticato
ho schiacciato con le mani un chiodo
sanguinavo
un cane leccava la ferita, non provavo dolore
che nei sogni si prova (quasi mai) dolore,
c’era rabbia nei tuoi occhi c’era sabbia
nel mio rene
bruciava ogni volta che pisciavo come fuoco
e lì, col cazzo moscio tra le mani
ho pensato un istante a te
e poi subito dimenticavo,
(intime lacrime)
Ho visto un’alba blu.
ero solo, ai confini del cielo.
e volevo danzare,
ancora danzare. -
Tango, era agosto
Ogni essere umano è altro da me.
Mentre un tango malinconico e soffuso
porta la mia anima altrove. -
La terra dei cani
La terra dei cani (Thauma edizioni)
Luca Pizzolitto, pag. 108
euro 10
È arrivato ed è disponibile da oggi.
Chi interessato a riceverne una copia,
mi scriva ad amareombre@gmail.com
Grazie, a presto.
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Attraversami
Cerco le cose giuste da indossare, almeno quello
cerco le cose giuste da fare, e non le trovo mai.
Tutto passa, e si perde nel tempo.
Attraversami. -
Di quando ero bambino
Voglio i colori del sogno
i mille colori di quando ero bambino
le notti eterne fino a mattina
sono consumate ormai
sigarette, impreciso rimane
filtro ingiallito dal tempo,
SMETTO DI FUMARE!
Devo abituarmi all’idea di me
che non fumo
è tutta questione
di abitudine
devo abituarmi
alla luce del giorno
ai silenzi e le mie mani
il tepore di una casa,
l’esigenza di costruire
qualcosa.
È finito il tempo dell’attesa
(vorreiessernesicurounavoltapertutte).
Soffoca del sole
e della luna i raggi
città infuocate
fragili desideri
uccelli morti
sulla riva del mare. -
La terra dei cani
La non appartenenza
a una bandiera
un’ideologia
una razza
voglio sia l’unica cosa
che mi rappresenti
Prati blu orizzonti sterminati
se sono parte di qualcosa
pensatemi lì
solitario nella luce
Gli incubi verso il mattino
sono sogni senza risvegli.
La terra fosse dei cani
sarebbe senz’altro
un posto migliore.